Quante e-mail ricevi ogni giorno? Probabilmente più di quante vorresti. In tutto il mondo, le persone inviano e ricevono 104,9 miliardi di e-mail al giorno. Spesso, avendo la casella della posta in arrivo costantemente intasata, le persone danno una rapida occhiata all'oggetto delle e-mail ed eliminano quelle che non suscitano il loro interesse. Questo assalto quotidiano alle caselle di posta dei consumatori rappresenta una grande difficoltà per gli esperti di marketing.

E le cose potrebbero presto farsi ancora più complesse. Uno studio dimostra che 1 consumatore su 5 annulla la propria iscrizione alle e-mail se un marchio ne invia troppe e che solo il 15% degli intervistati trova utili le e-mail inviate da un determinato marchio. 

Più della metà delle e-mail inviate dai marchi non vengono aperte: in sostanza, vuol dire che i consumatori ne rifiutano il contenuto. Le opportunità di attirare la loro attenzione e quindi di convincerli ad aprire le tue e-mail sono molto limitate. Molti esperti di marketing si affannano per trovare la giusta formula che porti i destinatari non solo ad aprire le loro e-mail, ma anche a coinvolgerli con il contenuto di queste ultime; in molti casi, l'uso di contenuti curati e di messaggi più mirati sembra essere la soluzione vincente.

Perché le tue e-mail passano inosservate

Nella maggioranza dei casi, i clienti ignorano le e-mail se il contenuto non è pertinente per loro. Ognuno di loro presenta sottili differenze per quanto riguarda esigenze e comportamenti e tu devi riuscire a coglierle per offrire contenuti pertinenti. Inviare a tutti la stessa cosa, il vecchio metodo "batch and blast", limita il coinvolgimento e il potenziale del tuo marchio. 

A volte i marchi parlano troppo di loro stessi nelle e-mail e questo rischia di stancare presto i lettori. In precedenza abbiamo parlato di un iconico marchio di birra che aveva un programma di fedeltà basato sui messaggi di posta elettronica dove si descriveva il prodotto e la sua storia in ogni singola e-mail. In quel periodo, i tassi di coinvolgimento e apertura delle e-mail calarono drasticamente, perché la gente si era stufata di quel marchio che parlava solo di sé stesso.

Una volta che hai definito la tua storia, devi mescolare le carte. Le e-mail sono come un programma di benefit: occorre un'ampia varietà di benefit per renderlo interessante.

Per il marchio di birra, abbiamo combinato vari elementi in grado di offrire un valore reale agli iscritti. Abbiamo collaborato con un food blogger di successo, un rivenditore di abbigliamento, uno stampatore di foto pubblicate su Instagram e un'azienda produttrice di attrezzature per avventure e attività all'aperto con l'intento di arricchire i contenuti, proporre vere offerte e dare al marchio nuove, e interessanti, cose da dire. Gli iscritti ne sono stati entusiasti. 

Anche la frequenza delle e-mail costituisce una sfida non da poco. Se invii lo stesso contenuto troppo spesso le persone perderanno interesse, ma se ti fai vivo troppo di rado si dimenticheranno di te. La regola generale è quella di spedire i messaggi quando credi che i tuoi clienti si aspettino di riceverli e quando hai qualcosa di davvero interessante da condividere. In che modo puoi semplificare i tuoi programmi di e-mail? Ecco alcune facili strategie: 

1. Approfitta della paura di rimanere tagliati fuori  

La paura di rimanere tagliati fuori (Fear Of Missing Out, FOMO) rappresenta un grande stimolo per i consumatori. Le persone aprono le e-mail perché non vogliono perdersi offerte o informazioni interessanti, uniche o nuove. Se saprai sorprendere e dilettare i tuoi iscritti con opportunità e contenuti speciali, li coinvolgerai. La FOMO, inoltre, evita che gli utenti annullino l'iscrizione alle e-mail: probabilmente ignoreranno la maggior parte dei messaggi che invii, ma quando arriverà qualcosa di buono non vorranno lasciarselo sfuggire. 

2. Effettua un onboarding strategico 

Creare un rapporto già dalle prime fasi è l'unico modo per instaurare immediatamente un dialogo importante con i clienti attraverso le e-mail. Crea aspettative e getta le basi sin da subito inviando e-mail pertinenti all'interno di una serie di benvenuto. Questo processo di onboarding contribuisce a consolidare le relazioni a lungo termine. Abbiamo riscontrato che ottimizzando una serie di benvenuto, possiamo estendere i tassi di coinvolgimento di sei mesi o più. 

3. Non parlare solo di te

È possibile promuovere anche i contenuti di altri. La maggioranza dei consumatori è abbastanza intelligente da rendersi conto che il tuo marchio non è l'unico al mondo. Trovare altre risorse pertinenti arricchirà i tuoi contenuti, snellendo la comunicazione. Questo approccio trasparente conquisterà la fiducia dei clienti, aumentando di volta in volta il coinvolgimento nei confronti delle tue e-mail. 

Con la quantità di e-mail che le persone ricevono oggigiorno, se vuoi distinguerti dalla massa devi adottare un approccio strategico, ponderato, empatico e pertinente. Come puoi fare sì che le tue e-mail vengano aperte? Comunicamelo nei commenti sui social network.

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Josh Perlstein ha più di 20 anni di esperienza nel marketing digitale ed è il CEO di Response Media. Response Media è un'agenzia di CRM digitale e diretto che combina l'acquisizione di clienti e la lead generation con un marketing via e-mail intelligente e pertinente. Si tratta di un approccio comprovato che integra una strategia basata sui dati, vari media basati sulle prestazioni, l'automazione del marketing e un marketing via e-mail comportamentale per offrire risultati tangibili ai propri clienti in termini di crescita della clientela, fedeltà e ROI. Josh ha accumulato esperienze estremamente diversificare nel campo dei media digitali e nel marketing relazionale, lavorando per alcuni degli inserzionisti più importanti del mondo e dei marchi di maggior successo, nonché agendo da vero pioniere nell'ambito dell'acquisizione dei clienti, delle collaborazioni tra marchi e delle piattaforme di marketing relazionale per nomi del calibro di Procter & Gamble, Pampers, Enfamil, Anheuser-Busch, Red Bull, Coca-Cola, ConAgra Foods, IBM, Disney e Capital One.