Nel mondo moderno, qualsiasi prodotto, dispositivo o servizio può essere connesso. Tra le modalità di connessione più comuni, il Wi-Fi, le SIM, le reti a lungo raggio (LoRA) e altri meccanismi analoghi; ma gli sviluppi nel settore dell'edge computing e del fog computing stanno ridefinendo quali dispositivi possono essere connessi e quali no. Questo fenomeno è definito "Internet of Things" (IoT), e le aziende stanno facendo di tutto per comprenderlo, investendo enormi quantità di tempo e denaro per cercare di realizzarne appieno il valore.

Ma perché questa corsa all'adozione dell'IoT? I motivi sono molteplici:

  • Lo fanno tutti (anche se non è una motivazione particolarmente valida)
  • Le aziende vogliono acquisire il maggior numero possibile di dati per individuare nuovi modelli e nuove informazioni utili
  • Le aziende ritengono che l'IoT sarà loro utile per realizzare determinati obiettivi, ad esempio attuare la trasformazione da impresa focalizzata sui prodotti a fornitore di servizi

Ogni progetto, qualunque sia la sua motivazione o base concettuale, dovrebbe essere fondato su un risultato di business, con un collegamento diretto a valore e ROI. Troppe aziende stanno avviando prototipi ed esperimenti senza sapere con chiarezza quale sia l'obiettivo finale in termini di riuscita; e questo porta, in alcuni casi, al fallimento di quelle iniziative.

IoT 1.0 e 2.0 e loro limiti

I problemi attualmente documentati non sono del tutto riconducibili alla responsabilità delle aziende; gran parte della tecnologia IoT oggi disponibile non facilita l'aggiunta di valore o la generazione di ROI. Fino a oggi, tecnologia IoT si è focalizzata in maggioranza sul collegamento in rete di dispositivi (IoT 1.0) o sull'analisi dei dati che da quei dispositivi provengono (IoT 2.0).

IoT 1.0 e IoT 2.0 sono entrambi essenziali per il successo di un'attività commerciale nel mondo connesso di oggi, perché forniscono la base essenziale a partire dalla quale l'azienda raccoglie e analizza i propri dati. Tuttavia, per ottenere ritorni reali sull'investimento in IoT, è necessario essere in grado di ricollegare al valore di business tutti quei dispositivi analizzati e connessi in rete.

Da sempre, in Salesforce, mettiamo in collegamento cliente e valore di business essenziale. E questo ci porta alla fase successiva dell'IoT. L'esperienza connessa del cliente o, per rimanere fedeli alle convenzioni di denominazione, l'IoT 3.0

IoT 3.0: L'esperienza connessa del cliente

Siamo convinti che, dietro ogni dispositivo, ci sia un cliente, una persona sulla cui esperienza possiamo influire positivamente in questo preciso istante; ovvero, spesso, quando più conta. Mettiamo l'esperienza del cliente al primo posto e ci interroghiamo su come sia possibile migliorare per generare un impatto positivo sul brand. Chiunque può utilizzare la tecnologia: ma solo tu puoi creare un'esperienza unica, capace di differenziarti all'interno del mercato. L'elemento che mancava nell'IoT 2.0 è il cliente, il partner, il fornitore, il dipendente, e ogni altro soggetto direttamente coinvolto nel processo end-to-end e nei risultati.

IoT 3.0 chiude il cerchio, collegando una piattaforma IoT di dispositivo a un motore di coinvolgimento di business, per promuovere azioni e risultati misurabili.

Come funziona IoT 3.0 nel mondo reale?

Per illustrarlo, vediamo un esempio: Ogni 30 secondi, un'auto connessa può inviare dati di telemetria, come il numero di identificazione del veicolo (VIN), la posizione, la velocità, la pressione degli pneumatici, i codici di guasto e la temperatura del motore e dell'olio.

Oggi, la trasmissione di questi dati avviene spesso tramite una SIM, a un gateway di dispositivo, dove i dati confluiscono in un pool, da analizzare per estrarne informazioni fruibili. A seconda del livello di complessità, l'analisi può richiedere da qualche secondo o minuto a ore o perfino giorni. Nonostante l'ovvia utilità e valore dei dati provenienti da qualsiasi dispositivo, manca qualcosa di cruciale: il contesto. Ci sono molte forme di contesto: pensiamo al veicolo del nostro esempio. Ad esempio: Quando ha avuto luogo l'ultimo intervento di manutenzione? Qual era il chilometraggio all'ultimo intervento? Quante volte si è verificato un guasto negli ultimi sei mesi? L'auto è in garanzia?


Se ai dati del dispositivo vengono associati in tempo quasi reale ai dati di contesto, si ottiene un insieme estremamente sofisticato, dal quale partire per creare regole di business per la generazione di azioni e risultati misurabili; ad esempio, se l'auto invia codici di guasto e sappiamo che al prossimo intervento mancano più di 30 giorni, possiamo scegliere di inviare un messaggio al conducente per proporgli alcune date e orari disponibili, o chiedergli di prenotare un intervento di manutenzione. Sicuramente riesci a immaginare numerosi altri esempi di regole estremamente interessanti che è possibile creare a partire da questo nuovo set di dati sofisticati.

IoT 4.0, già oggi in fase di sviluppo, e aggiungerà alla catena del valore del cliente connesso apprendimento automatico e capacità di IA, per esperienze dei clienti totalmente senza soluzione di continuità e realmente integrate nella vita di ogni giorno.

IoT 3.0 è l'anello di congiunzione tra cose e persone, siano esse clienti, partner, fornitori o dipendenti, per generare risultati misurabili e ROI. La mole di dati da IoT 3.0 sarà una fonte ricchissima per alimentare IoT 4.0, usando l'IA per rendere la catena connessa realmente intelligente.

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