Nel 2018 il fatturato dell’e-commerce globale ammonterà a 2,77 miliardi di dollari fino a raggiungere i 4,48 miliardi nel 2021. Lo sviluppo della tecnologia e-commerce ha eliminato le frontiere fisiche e il 66% degli acquirenti che ha effettuato almeno un acquisto online nazionale ha acquistato online anche in un altro Paese.

Per approfittare di queste grandi opportunità i retailer cercano di aumentare il fatturato tramite l’espansione internazionale della loro attività di e-commerce.

Oltre alle economie forti e consolidate come quelle degli Stati Uniti e di gran parte dell’Europa, l’e-commerce sta emergendo rapidamente in Asia e America Latina. Nei prossimi cinque anni, i più alti tassi di crescita sono previsti in Estremo Oriente. Grazie a una connessione internet rapida a copertura globale e allo sviluppo di operazioni logistiche su scala internazionale, le distanze cambiano paradigma e il mondo si fa sempre più piccolo.

In Italia, si prevede una crescita del fatturato dell’e-commerce dai 10 miliardi di dollari del 2016 a circa 16 miliardi nel 2021. Seppure l’e-commerce stia ancora vivendo una fase di sviluppo nel nostro Paese, è ormai evidente quanto si stia consolidando questa nuova tipologia di mercato. Un Paese con una forte vocazione alle esportazioni come il nostro trova terreno fertile nel commercio elettronico. E se a questo associamo il grande valore del “made in Italy” nel mondo, la combinazione è a dir poco perfetta.

Nel 2017 l’export online, inteso come il valore delle vendite da siti italiani a consumatori stranieri, valeva 3,5 miliardi di euro e rappresentava il 16% delle vendite e-commerce totali. Ma l’export online è ben più significativo se consideriamo anche le vendite realizzate dagli “intermediari digitali” con ragione sociale straniera (siti di vendite private operanti all’estero, marketplace stranieri e retailer internazionali). Se ai 3,5 miliardi di euro di valore delle vendite da siti con operatività in Italia a clienti finali residenti all’estero sommiamo le tre tipologie di canali appena citati, l’export digitale triplica il suo valore raggiungendo i 10 miliardi di euro.

Una volta che la decisione di espandervi all’estero è stata presa, le domande da porsi sono: dove e come. Ovvero, in quali mercati si hanno le maggiori possibilità di crescita? Quali sono le barriere all’entrata? L’investimento profuso e i rischi intrapresi valgono la candela? Inoltre, è meglio utilizzare un canale diretto, ossia gestito da un operatore con ragione sociale italiana (sito web proprietario; retailer o marketplace con dominio italiano), oppure un canale indiretto, ossia gestito da un operatore con ragione sociale straniera (retailer internazionali; aggregatori internazionali)?

Prima di lanciarsi all’estero è fondamentale quindi fare una valutazione per scoprire se le risorse e gli sforzi necessari a entrare in un determinato mercato sono giustificati; informandosi sul PIL pro-capite, la stabilità dell’infrastruttura tecnologica, la situazione geopolitica del mercato locale, tanto per iniziare.

Ma questo non basta, è necessario tenere conto anche di altri fattori cruciali pertinenti alla vostra attività e ai vostri prodotti e/o servizi online, quali i dati demografici, la complessità giuridica, le questioni fiscali e la lingua del Paese di destinazione.

L’internazionalizzazione implica uno sforzo di localizzazione. La mera traduzione non è sufficiente, occorre localizzare i siti web: ovvero adattarsi alle abitudini dei consumatori locali, ad esempio, cambiando le immagini e utilizzando modelli rappresentativi del mercato locale.

Senza dimenticare i sistemi di pagamento e le loro specifiche differenze, preferenze e regole. In alcuni Paesi, ad esempio, i consumatori prediligono facilità e rapidità di pagamento, in altri è prioritaria la sicurezza. Occorre evitare l’abbandono del carrello perché il metodo di pagamento desiderato non è disponibile o non è adeguato alle esigenze dei consumatori stranieri. Da qui l’importanza di innovare la gestione dei pagamenti per aumentare il tasso di conversione dei siti web.

Per rispondere a questi interrogativi, e non solo, la nostra guida all’e-commerce internazionale “Discovering your global opportunity” presenta alcune importanti riflessioni su come implementare una strategia internazionale, quali fattori prendere in considerazione prima di espandere la vostra attività di e-commerce all’estero, e include uno strumento di valutazione che vi aiuterà a determinare le potenzialità e i requisiti di ogni mercato per scegliere dove investire. Scaricate la guida qui.