Il 2020 verrà ricordato per il vero e proprio boom dello shopping online. La maggior parte delle aziende (dalle piccole realtà fino ai cosiddetti “superbrand”) hanno concentrato i loro sforzi per lanciare o migliorare la propria piattaforma di e-commerce in periodo in cui l’acquisto in store non rappresentava più un’opzione per i consumatori.

 

Lo shopping online continua a crescere

Complice il periodo pre-natalizio e la corsa ai regali, anche nel quarto trimestre dell’anno c’è stata una crescita esponenziale delle entrate digitali sia a livello globale (+56%), che soprattutto a livello nazionale, con un picco del +115% registrato nel nostro paese.

 

I dati in questione sono quelli dello Shopping Index di Salesforce, l’indagine che rileva l’andamento reale degli acquisti online analizzando i dati che emergono dalla piattaforma Commerce Cloud, una delle più utilizzate a livello mondiale.

 

Fra smartphone e computer: il customer journey è frammentato

Altro dato interessante riguarda i diversi dispositivi usati: per quanto riguarda il traffico sulle piattaforme di e-commerce, il 70% arriva da smartphone, mentre il 27% da computer. Queste percentuali variano considerevolmente se si prende in considerazione invece il momento dell’acquisto online: vi è infatti una diminuzione lato mobile (solo il 56% degli ordini arriva da mobile) e un aumento lato computer, con il 40% degli acquisti che viene finalizzato da desktop.

 

 

Ne si può dedurre che vi è ancora un customer journey profondamente frammentato, caratterizzato dalla presenza di diversi touchpoint utilizzati dai consumatori.

 

Tasso di abbandono del carrello: si può fare di meglio!

I dati raccolti tramite Commerce Cloud ci mostrano anche come nel nostro paese il tasso di abbandono del carrello sia ancora molto alto: con percentuali che vanno dal 90% per quanto riguarda la modalità desktop fino al 96% da mobile, il numero di carrelli riempiti il cui acquisto non è stato finalizzato è ancora rilevante in Italia. 

Le motivazioni possono essere molteplici, una su tutte la presenza di troppe schermate tra l’inserimento del prodotto nel carrello e la finalizzazione dell’acquisto. Questo, così come una customer experience poco personalizzata, può portare i consumatori a cambiare idea e ad abbandonare il carrello.

 

Sport, elettronica, food e beauty: ecco le industry cresciute di più forti

Ragionando invece in termini di settori, i dati ci mostrano come la crescita globale delle entrate digitali riguardi soprattutto alcune industry, in particolare: articoli sportivi (+103% rispetto al 2019), elettronica e accessori (+96%), health & beauty (+93%) e food & beverage (+80%).

 

 

Se vuoi saperne di più sui trend che hanno caratterizzato il settore retail negli ultimi tre mesi del 2020, consulta a questo link la dashboard interattiva Tableau