L’impatto che la pandemia di COVID-19 sta avendo sul sistema economico mondiale è a dir poco sconvolgente. Nel Global Financial Stability Report di aprile, il Fondo Monetario Internazionale prevede per il 2020 una recessione globale con una contrazione del 3% e in Italia un calo del PIL del 9,1%.

Tra tutti i soggetti coinvolti, le piccole e medie imprese italiane, che costituiscono l’ossatura della nostra economia, non sono certo immuni dall’impatto e dalle sfide che la COVID-19 sta ponendo.

Secondo le stime del nostro report, infatti, il 59% delle aziende italiane, che ha preso parte ai nostri sondaggi tra marzo e agosto 2020, si è ritrovato costretto a stravolgere la gestione della propria attività, per adeguarsi alle nuove norme sanitarie per il contenimento. Per il 75% invece, la pandemia di COVID-19 rappresenta la ragione principale dei cambiamenti più significativi che hanno dovuto apportare ai propri modelli di business.

 

In che modo può essere quindi descritta la situazione attuale? Come si articolano nel concreto queste sfide? Esistono già delle strategie per prepararsi alla “nuova normalità”?

Questo articolo cercherà di essere uno spunto di riflessione su tali domande, ampiamente analizzate e approfondite nel report “Small & Medium Business Trends” e nel nostro precedente articolo “PMI e COVID-19: come affrontare le sfide poste dalla pandemia”.

 

Sfide tradizionali e sfide imprevedibili

Anche quando l'economia non presentava ancora evidenti segnali di crisi, erano già molte le aziende abituate ad affrontare diverse sfide nella loro quotidianità. Acquisire nuovi clienti era sicuramente quella più trasversale. Di norma, le principali sfide che le PMI si trovavano di fronte in un contesto pre-pandemia erano l’accesso al capitale di rischio, come soddisfare le aspettative dei clienti e riuscire ad assumere i migliori talenti.

 


La pandemia ha rappresentato però uno shock sia per le esigenze dell’offerta che per quelle della domanda. A partire dal mese di marzo 2020, tutto si è complicato in maniera esponenziale. È interessante però notare come, in alcuni paesi, il podio dei vincoli operativi che condizionano l’attività di molte aziende sia rimasto invariato dall’inizio della pandemia. In Italia invece, possiamo notare come abbia ottenuto il terzo posto la necessità di mantenere alto il livello di motivazione dei dipendenti, rispetto all’esigenza di assumere il talento giusto.

 

Calo dell’ottimismo: non pervenuto tra le PMI

Per reggere il ritmo della competizione internazionale, le PMI hanno da sempre dovuto dotarsi di strategie adeguate. Però mai, nella storia italiana, ci si è trovati ad affrontare una crisi sanitaria, sociale ed economica di queste proporzioni. A febbraio 2020, quando è iniziata la diffusione nel Paese del COVID-19, un’imprevedibile doccia fredda si è abbattuta sull’economia italiana.

Al lockdown graduale, temporaneo ma prolungato, di molte attività economiche sul territorio nazionale, indispensabile per arginare l’epidemia, è seguito un crollo della domanda di beni e servizi, sia dall’interno che dall’estero, sperimentata dal 59% dei nostri intervistati.

Inoltre, tre aziende su cinque evidenziano come questi stop e, in generale, l’adeguamento alle nuove norme governative abbiano messo seriamente a repentaglio la solvibilità della loro attività (65%). Per il 59%, l’implementazione delle procedure obbligatorie per gestire l'impatto della crisi COVID-19 ha rappresentato un onere eccessivo.

 

Quindi, oltre a quelle che possiamo definire “tradizionali”, le PMI italiane si sono ritrovate a dover affrontare nuove sfide, ritenute impensabili fino ad aprile 2020.

Spesso, dunque, il segreto per mantenere la propria azienda in attivo è stato adottare un’attitudine ottimista e una visione lungimirante. Nel periodo compreso tra marzo 2020 e agosto 2020, le PMI oggetto del nostro report hanno registrato un aumento del 33% nella pianificazione a lungo termine e solo del 13% nei problemi di mantenimento della base clienti.

Anche se l'ottimismo sul futuro registra un drastico calo nel mese di marzo (80%), con un trend stabile dal 2019 (78%), la maggioranza delle PMI che continua a operare non si dichiara pessimista riguardo al proprio futuro. Anzi, nonostante la crisi generata dalla pandemia di COVID-19, più di 1 azienda su 5 (pari al 22% degli intervistati) afferma di essere molto ottimista riguardo alle prospettive di crescita e ampliamento della propria attività.

 

Per saperne di più scarica il report completo “Small & Medium Business Trends”