L’esigenza di cambiare, per Furla, era dettata da una situazione disomogenea, segnata dalla difficoltà di allineare le attività di vendita online con le vendite in negozio. Da qui l’esigenza (e l’obiettivo) di avvicinare i due mondi, rendere più fluida la gestione dell’ordine ricevuto dai diversi touch point e “vedere” il cliente a 360 gradi su tutti i canali, post-vendita compreso. L’imprinting dato dai vertici aziendali e il lavoro compiuto dal team IT ed e-commerce in termini di assessment (con l’ausilio di un partner esterno) e di approfondita analisi per la software e partner selection hanno portato ad identificare lo strumento migliore per dare seguito al piano di trasformazione. Il tutto nel segno di mirata pianificazione delle priorità e delle relative attività di implementazione (che hanno visto l’intervento di PwC in veste di system integrator) e del consolidamento di un approccio votato alla massima flessibilità tecnologica, rispetto a parametri di performance o di costi, fra soluzioni on premise e in cloud (SaaS, Iass, Paas).
La scelta di Salesforce, come spiega ancora Del Din, ha avuto precise motivazioni: la qualità della sua tecnologia, una roadmap definita all’interno di una partnership rodata e consolidata, l’integrazione nativa con Commerce Cloud (soluzione E-commerce Salesforce già adottata in precedenza, unico a livello globale e centralizzato su un’unica piattaforma), la scalabilità e l’affidabilità della piattaforma.
“L’architettura a silos precedente – ricorda Domenico Leone, Head of IT Digital di Furla - era già in fase di dismissione e l’adozione del nuovo sistema Order Management Systems di Salesforce, il tool applicativo che gestisce gli ordini allineando la disponibilità di ogni articolo a magazzino con la richiesta effettuata dal cliente online o in negozio, ha decisamente aumentato la componente digitale del nostro sistema”. L’implementazione della soluzione ha avuto inizio a ottobre 2021 e il suo “go live” si è concretizzato a settembre dell’anno successivo anche su alcuni mercati chiave oltre a quello italiano, Giappone e Stati Uniti in primis. Prima di renderlo disponibile agli utenti - che sono alcune centinaia di persone fra il team di back office, le terze parti che si occupano di logistica o customer service, gli store manager e i responsabili di cassa di ogni negozio – è stato condotto un test operativo di circa due mesi e mezzo (comprensivo di training e sessioni dedicate di software adoption) senza che vi siano stati intoppi o blocchi di particolare rilievo.
Detto che l’opera di change management e di trasformazione del modello operativo (non solo del front end ma a livello di intera filiera, dalla logistica alla tesoreria) è ancora in progress, il passo successivo operato da Furla è stato quello di puntare su altre due soluzioni della piattaforma di Salesforce, vale a dire Service Cloud e Marketing Cloud. La prima, la cui implementazione è stata completata da pochi mesi, ha permesso a Furla di centralizzare i dati del cliente, seguire dall’inizio alla fine il ciclo di vita dell’ordine e attivare la relazione con il cliente attraverso diversi canali, dal telefono alla e-mail fino alla messaggistica di WhatsApp. La seconda, invece, è lo strumento che gestirà il processo di comunicazione personalizzata verso i clienti in sostituzione dell’attuale sistema di invio massivo delle campagne di promozione.